Irish 4 The People

le nuvole fra la testa

How To Make An American Quilt ottobre 31, 2009

“Vi dirò che cosa mi rende felice di sposare Sam.
So che il nostro matrimonio ha la stessa possibilità
di essere meraviglioso o di fallire.
In ogni caso, conto sul nostro amore reciproco
per credere un po’ più intensamente nel meraviglioso.
Come dice Anna, quando si realizza una trapunta
bisogna scegliere attentamente le combinazioni.
Le scelte giuste valorizzeranno la trapunta,
quelle sbagliate soffocheranno i colori,
offuscandone la bellezza originale.
Non ci sono regole da seguire.
Bisogna seguire l’istinto.
E bisogna avere coraggio.”

(tradotto a braccio dal copione originale di “How To Make An American Quilt – Gli Anni Dei Ricordi”, 1995, Regia di Jocelyn Moorhouse)

…non mi sento di aggiungere altro.  per ora.

 

Nuovi Mondi agosto 27, 2009

a pranzo con mio fratello si parlava dell’uomo, come fossimo due saggi.

sembrava di essere due personaggi di un romanzo di Pavese. sarà forse che sono andata da mia nonna a dormire e le ho preso in prestito “Il Compagno”, e io sono facilmente suggestionabile, se un libro mi piace.

ho iniziato questo articolo con l’intenzione di spiegare le parole che ci siamo scambiati. poi ho riflettuto che non aveva un grande senso.

ma ho pensato che avesse molto più senso scrivere un invito a discutere.

io sono assolutamente un animale sociale, e dal contatto con gli altri prendo vita, assorbo molto ciò che mi è detto, comunicato, espresso. rielaboro poi, parte inconsciamente e parte consciamente, per arrivare a trasformarmi di continuo. e questo, soprattutto, mi fa sentire viva, come se fossi sempre nei primi anni di vita, con una curiosità bambina e un entusiasmo generale per il mondo, i luoghi, le esperienze, le persone nuove.

ho pensat che forse oggi si parla troppo poco.

mi correggo: si parla molto. ma si parla del meteo. dei trasporti. dei parcheggi che non ci sono. dei prezzi salati. delle norme sulle biciclette. di culi piccoli e tette grosse.

io mi sento viva quando parlo dell’uomo. e parlare dell’uomo significa parlare di ciò che esso usa per esprimersi, e sentirsi vivo a sua volta. l’arte, in tutte le sue forme. e parlare d’arte non significa dire quanto sia bravo tal gruppo musicale, quanto siano belli i quadri di tal artista, quanto sia bravo a scrivere il tal scrittore, o il tal regista. significa, a mio parere, entrarci. capire. provarci, perchè è arduo capire. ma è anche stimolante per questo, no?

sì, come tutte le sfide.

siamo uomini, siamo passionali, legati alla terra, alla natura, ma il bello è che abbiamo anche la ragione, e questa non dev’essere solo un ostacolo, ma un non plus ultra, uno stimolo continuo a pensare, riflettere, e andare avanti, scoprire sempre nuovi punti di vista, nuovi mondi.