Irish 4 The People

le nuvole fra la testa

I hate the groupies marzo 20, 2010

Filed under: Muzik — persulla @ 5:19 pm
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odio i fan.
quelli che “oddioooo!!”.
quelli che si preparano psicologicamente ore ed ore ed ore prima.
quelli che per giorni si martellano il cervello con “come mi vestirò”, “con chi andrò”, “quando partirò”.
quelli che si ascoltano tutta la discografia (se c’è, a volte sono neoband che di cd ne han fatti due, se va bene) per settimane, per arrivare preparati e cantare a memoria tutte le canzoni a squarciagola.
sì, quelli che cantano sopra il cantante ai concerti.soprattutto questi, li sopprimerei tutti. ci può stare che si canti il ritornello, toh, a volte lo faccio anch’io. ma non tutto, strofe, ritornelli, bridge. non TUTTI I PEZZI.
quelli che difendono a spada tratta i loro gruppi con orgoglio e ottusità.
quelli che tutte le canzoni sono belle, quelli che “sì, forse alcune sono commerciali, ma sono belle lo stesso, dai”.
quelli che se provi a toccare i loro idoli ti sputano in un occhio e ti danno dell’ignorante, dello stronzo, dell’insensibile, del perfezionista.

…la cosa più fastidiosa è che sono quasi tutte donne.
perdonatele. perdoniamole.
beh. non siamo tutte così.

I HATE THE GROUPIES.

 

Portami a bere dalle pozzanghere marzo 18, 2010

ci sono giorni in cui le odio, le canzoni incazzate e depresse.

e altre volte sono una droga.
e sarà che sono anche metereopatica.
e non so perchè, tuttavia, anche se oggi c’è il sole, sono vagamente triste.
e forse non sono proprio triste, sono malinconica, come se avessi addosso un po’ di saudage.
e ho aperto la mia mattinata con primitivi del futuro dei tre allegri ragazzi morti, ma non era proprio adatto alla mia giornata.
e così ascolto le luci della centrale elettrica e poi probabilmente andrò verso gli intercity e il disordine delle cose e i verdena e i mariposa e i marlene kuntz…
e finirò, ovviamente, con gli afterhours.

ci sono giorni in cui le odio, le canzoni incazzate e depresse.
e forse c’è da chiedersi come mai scriviamo così tante canzoni incazzate e depresse.

 

Riempirsi. febbraio 19, 2010

mio fratello mi diceva che adesso tra amici si usa dire “mi piace questo elemento”.

e io stanotte ho fatto incubi pazzeschi, litigate folli su facebook. ripeto. litigate folli su facebook.

se me l’avessero raccontato, non ci avrei creduto. io che in facebook non ci volevo nemmeno entrare. la cosa che mi fa più specie è il non poter negare che da un anno e mezzo facebook ha davvero modificato parte del mio modo di vedere la vita e le relazioni.

mi è servito ancor più di myspace per conoscere nuovi gruppi musicali, nuovi cantautori, per esplorare la realtà musicale bresciana, i suoi locali.

mi è servito per tenermi in contatto con amici lontani, con cui probabilmente avrei perso ogni rapporto, almeno temporaneamente.

mi è servito per pianificare progetti, risparmiare soldi sul cellulare…

e, mi infastidisce ammetterlo, ma mi è servito anche per conoscere persone nuove. o ri- conoscerle. sì, è vero che molte persone si perdono in facebook come si sono perse  e si perderanno in altri social networks. perdono di vista la realtà e si buttano solo sul virtuale.

nel mio caso, tuttavia, facebook è servito più che altro come surplus.

io sono un “animale sociale”. adoro stare tra la gente. ho un costante bisogno di “riempirmi” di persone, risate, musica, cultura, teorie, lotte, luoghi e nonluoghi.

ed è vero che senza facebook forse non avrei vissuto tante serate e tanti eventi che mi hanno riempito. senza che questo lo renda uno strumento meraviglioso ed indispensabile. ma ciò che penso è: finchè esiste, perchè non sfruttarlo?

 

Lullaby – Elisa gennaio 18, 2010

Filed under: Irish su Irish,Muzik — persulla @ 11:03 pm
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They call me Lullaby…

‘cause all I want and all I know is only to fly.

They call me Lullaby,

I’ve never seen their blood,

I’ve never seen that sparkle in their eyes,

I don’t know what’s hidden in their minds,

They call me lullaby.

One day I saw a man

Trying to wash away the dirt on his hands and the pain on his face,

When he saw me

He wished that he could cry,

And he called me Lullaby.

And first of all we were born to be free

And as far as I can see

There is one way this could be.

I’ve been told we were born to be free

And as far as I can see

There is one way this could be…

But they struggle and they fight,

They weep but they still try

Everything that they can,

Everything that they can,

And they call me Lullaby.

And they wish they would they have

Everything that they can,

Everything that they can,

And they call me Lullaby.

And so me…

I’ll fly, I’ll fly

Just like a lullaby,

Just like a lullaby

Until the day I’ll die.

Oh me…

I’ll fly, I’ll fly

Like a lullaby,

Like a lullaby,

Until the day I’ll die.

I’ll fly, I’ll fly, I’ll fly…

 

Evaporare – Niccolò Fabi gennaio 8, 2010

Filed under: Irish su Irish,Muzik — persulla @ 2:13 am
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La solitudine è
amara beatitudine per me
è necessaria come un vizio
e la coltivo un po’ per sfizio
un divano in cui affondare
è condizione esistenziale
come misurare i pavimenti
a passi lenti
e queste quattro mura
sono ormai la mia censura
a tutto quello che c’è fuori
che spesso fa così paura.

Allora vorrei evaporare
per essere dovunque
ed entrando nei respiri
comprendere i pensieri
imparare a pattinare
su questo oceano di ghiaccio
e a tendere il mio arco
fino a non potere fare di più

meno male che ci sono
altrimenti sarei solo
come è sola una ferrovia
è prigione e protezione
vanitosa commemorazione
della mia apatia
ma il fatto è che di questo stato
ormai ne sono innamorato
come un vecchio del passato
come Dio del suo creato

Allora vorrei evaporare
per essere dovunque
ed entrando nei respiri
comprendere i pensieri
imparare a pattinare
su questo oceano di ghiaccio
e a tendere il mio arco
fino a non potere fare di più

 

La Musica Nel Cuore dicembre 20, 2009

Filed under: Irish su Irish,Muzik — persulla @ 11:02 pm
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stasera ho guardato un film molto bello con la mia mamma e il mio papà. si chiama “La Musica Nel Cuore”.

il commento a caldo della mia mamma, proprio appena sono iniziati i titoli di coda, è stato “che bello, è proprio una fiaba”.

…e il mio papà ha detto “sì, una fiaba ma nondel tutto. rappresenta benissimo quello che uno sente quando la musica ce l’ha dentro…e quella felicità che prova quando riesce ad esprimerlo tramite la musica stessa…”

io non ho detto niente. sono andata in camera e mi sono messa a piangere.

è tutta la vita che io “faccio tante cose”. ho studiato in scuole tra loro molto diverse, ho fatto volontariato per tantissime associazioni, ho visto tante città e paesi diversi, conosciuto tante, tante, ma proprio tante persone. mi sono fatta amare, mi sono resa antipatica, mi sono fatta ammirare, invidiare, compatire, prendere per il culo, imbrogliare.

ma…è tutta la vita che tutto ciò mi distrae. dalla musica. dalla mia musica. dalle mie canzoni. quelle che ho scritto, quelle che scrivo e quelle che scriverò. perchè forse vorrei smettere, ma non ci riesco. perchè la vita che mi sto costruendo mi piace, o meglio, mi piacerebbe forse di più, se io non sapessi dentro me che, per quanto bella sia, per quante soddisfazioni mi dia, è solo un gran bel pagliativo.

“chi è causa del suo mal…almeno non si lamenti”  è una delle mie espressioni tipiche.

non mi lamento, infatti. se piango, è perchè ce l’ho con me, e con me soltanto.

la verità è che ho una paura fottuta a seguire il mio cuore. a seguire la musica. è come essere innamorati, no? è la stessa paura. la paura di non essere all’altezza. non tanto quella di sbagliare, ma…di essere delusi. e di deludere, forse questo ancora di più.

se un giorno troverò il coraggio per portare davvero al mondo la mia musica, al mondo chiedo una cosa, una soltanto: di non odiarmi, se lo deluderò.

 

L’Equilibrio E’ Un Miracolo novembre 12, 2009

Filed under: Muzik — persulla @ 6:36 pm
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(musica di Tony Canto, testo di E. Cirillo e P. Laquidara)

Guardo il mondo e penso a  testa in giu’
Sopra a un filo che e’ sospeso
Di vertigine in vertigine
Dove e’ piu’ leggero esistere
Dolce e’ vivere nell’aria
L’equilibrio e’ un miracolo

Per un momento io lascio la vita sospesa negli angoli
E mi abbandono all’umana paura di essere liberi
Volteggio piano nel vuoto d’amore
Apro i miei occhi nel blu
Di questo cielo cosi grande

Quando arriva la tempesta qui
Non mi coglie impreparata il vento
L’equilibrio e’ un miracolo

Per un momento io lascio la vita sospesa negli angoli
E mi abbandono alla fragile attesa di nuovi pericoli
Volteggio piano nel vuoto d’amore apro i miei occhi nel blu
Di questo cielo cosi grande

Per un momento io vivo la vita sognata degli angeli
E mi abbandono all’umana certezza di essere fragili
Volteggio piano nel vuoto d’amore che sento dentro di me
In questo cielo cosi grande